AMICI DELLA GUIDA

Lorenzo Del Boca (Presidente Ordine dei Giornalisti):

“Dalla fiaba del film “Forrest Gump”, al professore Salvatore Esposito che – preso in giro da tutti perché ha la testa fra le nuvole – tra le nuvole trova il senso delle cose, la “guida anti-trash” di Talamo è un indovinato “blob quotidiano” della comunicazione e dei mass media. Cinquanta storie tra cronaca e approfondimento sociologico. Tra le tante raccolte, più di tutte meritano attenzione quelle della gente come noi, degli immigrati in Italia che portano in dote i drammi e anche le “nobiltà” nascoste della loro vita del paese d’origine, come la regina africana Nanà che fa la colf nel Veneto. Talamo con il “fiuto” del cronista di razza, ha svolto un egregio lavoro di giornalismo d’inchiesta e di “critica” sociale che merita attenzione, in questo mondo egoista e sempre più inquinato dalle notizie “trash” e dai reality show. L’augurio è di leggere presto il seguito a queste storie”.

Mario Morcellini (dalla prefazione al libro):

…Sergio Talamo, con la profondità dell’analista sociale, intriso di lavoro giornalistico, individua 50 storie da ricordare: 50 sceneggiati quasi ipertestuali che necessitano di approfondimento e di analisi per insegnarci a vivere i nostri tempi ed a riabilitare il valore della memoria quale canovaccio per l’interpretazione del presente e per fissare i “pre-giudizi” sul futuro… Pertanto, il lavoro di Talamo diventa una rilettura, con toni forti e responsabili, del valore dell’informazione e al tempo stesso dell’informazione come valore. Superando i limiti di un giornalismo basato su quella che Eco definì “storiografia dell’istante”, l’autore fissa le sabbie mobili della comunicazione, svolgendo un lavoro simile a quello che fa Esopo nelle sue favole. Una tematizzazione ex post: sfruttando le risorse della memoria soggettiva, attiva un esercizio analitico e, spesso, autocritico sull’informazione. Una reinterpretazone dei tradizionali processi di newsmaking, in base alla resistenza al tempo ed ai valori sociali e umani. Segnalando cosi alla critica dei tempi moderni veri e propri classici della vita quotidiana, scritti da anonimi del XX° e del XXI° secolo. Ed il libro ci ricorda quanto la sapienza passi oggi per la regia della grande diretta dell’informazione giornalistica, ma anche per la grande capacità di trasformare in prodotti ad utilità ripetuta argomenti nati per vivere un giorno, come le news. La guida - anche se soggettiva - ai fatti del mondo diventa, quindi, un vero e proprio spazio di comunicazione e di scambio simbolico tra una pluralità di storie, che, per una volta, si sono permesse di comunicare. La storia recente declinata nei termini delle logiche dei media si trasforma in un display in bianco e nero di questa società molto differenziata, dove l’uomo fa l’esperienza diretta della propria diversità, e sperimenta anche la gioia della condivisione in una modernità segnata dalla difficoltà di riconoscersi negli altri. Una commedia umana riscritta dai media, ma non meno saggia rispetto a quella consegnata dalla letteratura classica, per insegnare a non essere amorfi, ma viventi: uomini come cittadini, con il grande privilegio di ricordare, di ragionare,  di reagire, di cambiare. Se qualcuno ce lo ricorda, onore al coraggio. E che la lettura cominci da noi. 

Roberto Vecchioni:

“Dovranno passare ancora due o tre generazioni perché si riesca finalmente a cambiare questo modo ‘trash’ di fare informazione. Sarà necessario fare un grande lavoro di educazione sui ragazzi per riportali a distinguere il vero dal falso. Una vicenda come quella della lettera di Veronica Lario al marito Silvio Berlusconi, pubblicata da tutti i giornali, non sarebbe mai accaduta negli anni ‘70. Io credo che ci si accorga quando si fa dell’informazione trash. La difficoltà è non iniziare mai, altrimenti è come per il fumo: si è spacciati. Nel libro di Sergio Talamo lo stile antitrash si nota. Il capitolo dedicato alla mia canzone Luci a San Siro, ad esempio, mi ha emozionato. La mia canzone sembra una persona”.

Olga D’Antona (deputata):

“Quando ho ricevuto il libro, istintivamente ho letto subito il capitolo dedicato a mio marito Massimo. Sono bastate poche righe per capire che l’avrei letto tutto e fino in fondo”.

Sergio Zoppi (membro Cnipa, ex sottosegretario al Lavoro):

“Chiunque si occuperà degli anni a cavallo fra i ‘90 e i 2000 non potrà prescindere da questo libro”.