Bertolaso e il sexy-gossip

All’inizio degli anni ‘90, il presidente degli Stati Uniti stava gestendo alla grande la caduta del Muro, e aveva da poco portato Arafat e Rabin a stringersi la mano. Poi venne travolto dall’accusa di aver fatto sesso con la stagista, in un’esplosione di particolari scabrosi e di buffe negazioni che ci fecero pensare: ma tu guarda i soliti americani bacchettoni! Il risultato fu di azzoppare quell’ottimo presidente, con le conseguenze che sappiamo. Intanto, 15 anni dopo, il vizio del moralismo interessato e morboso ce lo siamo preso noi.
Il caso-Bertolaso dilaga soprattutto sul versante sessuale. Per la verità, più passano i giorni, più le ricostruzioni su base erotica paiono controverse. Ma la domanda da porsi sarebbe stata sin dall’inizio un’altra: e se pure fosse vero? Se Guido Bertolaso avesse fatto sesso con Francesca o Monica? Non sarebbero fatti di Guido, Francesca e Monica? Dov’è la certezza che tali fatti privati avrebbero provocato un danno pubblico, ad esempio l’alterazione degli appalti?Sembra proprio che in Italia tangenti e codici penali non siano più di moda. Non c’è bisogno di aver rubato, e tantomeno delle prove che ciò sia avvenuto. Per essere lapidati bisogna aver fatto di più. Bisogna, nientedimeno, aver fatto sesso.
Così, Bertolaso si trova in una situazione curiosa. A ben vedere, non deve dimostrare di non essere corrotto, perché questo non glielo contestano neppure i pm. O meglio, lo fanno con allusioni giuridicamente molto deboli. Usano frasi tipo “è alquanto inquietante che sussistano rapporti di collusione tra l’introdottissimo e giovane imprenditore Diego Anemone e il potente sottosegretario e capo della Protezione civile, Guido Bertolaso”. (leggi tutto)

di SERGIO TALAMO, 14 febbraio 2010

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6 Commenti a “Bertolaso e il sexy-gossip”

  1. Enrica scrive:

    Il confine che separa la sfera pubblica e privata è diventato sempre più sottile e confuso. Pretendiamo di sapere che chi ci governa sia coerente con quello che fa e dice, per questo ricorriamo continuamente più all’infomazione personale che pubblica di queste figure politiche che hanno maggiori responsabilità e doveri nei nostri confronti. Teoricamente ci devono render conto delle loro decisioni politiche, non private. Per una sorta di sicurezza nella fiducia che riponiamo in loro. Se riscontriamo coerenza siamo tanto contenti e torniamo sempre all’ovile, altrimenti iniziano i paragoni, ma torniamo sempre all’ovile. Per la teoria del “scelgo il male minore”. Quanto le avventure di questi personaggi influiscono sul loro ruolo politico-sociale è molto soggettivo, ad oggi sembrerebbe molto, eppure la vita privata è una cosa, quasi sinonimo di libertà, quella pubblica tutt’altra, sininimo di compostezza (anche se le allegre discussioni in parlamento non dimostrano altrettanto). Scena e retroscena, per citare Goffman, e quindi? Penso che la coerenza sia necessaria tanto nella vita privata quanto pubblica, penso anche che la mia libertà finisce dove inizia quella di qualcun altro e che non è piacevole sentirsi giudicare la vita personale da qualcuno, che forse, a maggior ragione, potrebbe essere combinato peggio di me.

  2. Silvio Gozzano scrive:

    Il dramma è la debolezza della politica. C’è come un complesso di colpa da “casta” per cui si lasciano dire di tutto senza reagire. Lo squilibrio fra i poteri in Italia c’è sempre stato ma oggi abbiamo passato il limite. Votiamo gente che si vergogna di esistere.

  3. florist18 scrive:

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