Le vere vittime degli sprechi nel Sud

Se uno si chiama Alfio, Calogero o Nicola e legge i giornali (italiani, e ora anche francesi) gli viene un colpo: il cittadino del nostro Mezzogiorno è ormai il prototipo del fannullone-sprecone-privilegiato che vive a spese degli altri. Il parigino Le Figaro, sazio delle cronache sull’Italia regno di mafia e mandolini, si è divertito a sottolineare gli stipendi record dei dipendenti della Regione Sicilia e il numero eccessivo di dirigenti.
Nessuno si sogna di difendere gli abusi di certo localismo, specie nelle regioni a statuto speciale. La Regione Sicilia, in questo senso, è un caso di scuola: 15mila dipendenti, 2.100 dirigenti, pensioni d’oro ecc. ecc. Si tratta di una nozione distorta dell’autonomia: spendo senza rispettare alcun vincolo, poi a fine anno passo alla cassa statale per ripianare i debiti.
Però deve esser chiaro che di questo malcostume gestionale, Alfio è molto più vittima che responsabile. Non solo gli tocca subire le vessazioni di una politica che gli scippa il futuro abolendo ogni meritocrazia, non solo deve fare i conti con un ambiente sociale che gli nega anche la qualità del tempo libero, ma è anche costretto nel cliché umiliante dello scansafatiche indegno di un Paese civile. Dopo i fatti di Rosarno, il sindaco di Verona Flavio Tosi propose di «commissariare tutta la Calabria e poi mandarci l’esercito». Il passo successivo, per eliminare il problema alla radice, è raderla al suolo e cospargerci il sale come fece Roma con Cartagine.
Il guaio, per Alfio, è che nell’era mediatica le semplificazioni fanno sempre fortuna. Molto più facile, ad esempio, chiedere a gran voce le gabbie salariali che capire chi sia davvero “in gabbia” fra un cittadino che deve curarsi a Reggio Calabria ed uno che deve curarsi a Verona; fra uno che studia in un ateneo del Sud a conduzione “familistica”, o vuole frequentare un master, ed uno che studia in un ateneo qualificato e collegato a centri post-universitari di eccellenza; fra un imprenditore che chiede un credito a Sondrio ed uno che chiede un credito a Taranto; fra un manager o un lavoratore del Nord che prende un aereo o il treno “Freccia Rossa” Milano-Roma 3 ore, ed uno che deve spostarsi in aereo da Sud verso Nord o in treno dalla Puglia o dalla Calabria; fra un cittadino che usufruisce di un qualsiasi servizio al Sud o al Nord…(leggi tutto)
di SERGIO TALAMO, Il Messaggero 7 febbraio 2010
Che ne pensate? Sembra anche a voi che i media contribuiscano ad alimentare lo stereotipo del meridionale fannullone?
8 Febbraio 2010 alle 18:20
Certo che i media contribuiscono. I giornalisti ormai non approfondiscono ciò che scrivono, buttano in prima pagina cose superficiali ma sensazionalistiche, con il solo scopo di creare sdegno nel lettore.
9 Febbraio 2010 alle 16:45
Stranamente, non credo che i media contribuiscano ad alimentare lo stereotipo del meridionale fannullone. Il problema è veramente grave e va risolto. Andavamo alle elementari e abbiamo imparato cosa fosse il “mezzogiorno” proprio parlando dei problemi del sud dell’Italia.
E’ ora di finirla e di trovare una soluzione per le regioni del sud.
Ripeto: è un problema della politica.
Questa volta non mi sembra che i media siano particolarmente responsabili.
15 Febbraio 2010 alle 11:19
Fatti non parole.
Se per parlare di lavoro nel sud dobbiamo rifarci a un gruppo di lavoratori confinati su un tetto per difendere i loro diritti non trovo il legame con i media. Anzi. Probabilmente sarebbe rimasta nell’ombra questa disavventura se non se ne fosse parlato, se non si parlasse delle diverse condizioni lavorative tra nord e sud. è anche vero che gli italiani snobbano i lavori più faticosi ripiegandoli ad extracomunitari, ma è altrettanto vero che chi ha un lavoro e tenta di tenerselo stretto con le unghie e con i denti si vede sormontare da ostacoli più grandi lui, il costo minore della manodopoera all’esero, le politiche del nostro paese in primis.
A mali estremi, estremi rimedi, si recita. Allora solo davanti alla diffusione delle informazioni con i media, alla messa in front line di questi problemi i poilitici si danno una piccola scossa, sempre apparente, perchè è ovvio, i loro diritti prima dei nostri. E si ricorre ai confronti con gli altri paesi, alle modalità con cui l’italia ha saputo affrontare la crisi senza eccessivi tagli, ricorrendo alla cassa integrazione, il miracolo! Per dimostrare che poi non stiamo messi così male.
2 Giugno 2010 alle 15:26
Читал и плакал…) Такого нарошно не придумаешь.
23 Giugno 2010 alle 17:34
Это точно )) Сам таким же пользуюсь.
24 Giugno 2010 alle 07:21
I like your point! It is of wisdom.
24 Giugno 2010 alle 12:08
Вот уж! Никогда бы не подумал! Спасибо за информацию.
24 Giugno 2010 alle 18:30
Спасибо, информация очень интересная.)
27 Giugno 2010 alle 10:19
Классно тут у Вас. ) Надо будет еще забежать.
27 Giugno 2010 alle 14:09
Ну что можно еще написать?
6 Luglio 2010 alle 14:19
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16 Luglio 2010 alle 15:21
Where did you learn about this? Can you give me the source?
Sent from my Android phoneViva il coraggio del Meridione, che esiste e come…e per fortuna.
20 Luglio 2010 alle 10:10
Да, всё точно написано.