Archivio di Gennaio 2010

Il grande crack dei previsori di futuro

Giovedì 14 Gennaio 2010

Non si può prevedere il futuro, quindi non bisogna fidarsi di maghi, fattucchiere e veggenti. Lo dice il Papa, che punta l’indice anche contro gli economisti (in effetti, negli anni scorsi si sono divisi fra chi consigliava azioni Parmalat e chi invece suggeriva di investire in Lehman Brothers). Un po’ più su del Papa, c’è la conferma Giulio Tremonti: “Il nostro futuro dipende da noi, dalla nostra libertà e dalla nostra saggezza”. In particolare, se in piena libertà noi esportiamo del capitale all’estero, poi dobbiamo avere la saggezza di farlo rientrare non appena il governo ci permette di evitare fastidiose complicazioni. Non è un problema nuovo. Un po’ di tempo fa uscì una ricerca che prevedeva addirittura ciò che accadrà fra 100mila anni: pare che in quel tempo i brutti saranno anche poveri. Ora, a parte le comprensibili proteste di personalità come Rino Gattuso, Flavio Briatore e il ministro Ignazio La Russa, c’è da chiedersi: si può davvero arrivare a tanto, considerato che i previsori del futuro già toppano quando si tratta dell’oggi? Per esempio, si dà per sicuro che l’uso di internet ci renderà più asociali. Ma c’è bisogno di un futurologo, quando già oggi per dire al collega di stanza “vorrei parlarti” gli mandiamo una e-mail? E per dire “mammia mia, quanto ho mangiato in queste feste” creiamo un gruppo su Facebook?Pare che nelle previsioni sul 2009 gli astrologi abbiano fatto una figura che neppure l’interista Quaresma. Intanto, giusto per stare sul calcio, non avevano previsto che l’avrebbe spuntata Josè Mourinho. E fin qui passi, visto che l’Inter è notoriamente più vicina a Plutone che alla Terra. Davvero imperdonabile, invece, è la sensitiva che prevedeva Franceschini ancora leader del Pd, quando persino la moglie di Franceschini aveva prenotato un viaggio subito dopo le primarie. Per non parlare di Berlusconi che avrebbe dovuto lasciare Palazzo Chigi, mentre i fatti hanno dimostrato che Silvio non se ne va neppure se gli tirano in faccia dei corpi contundenti. (leggi tutto) 

di SERGIO TALAMO, 11 gennaio 2010 

I previsori del futuro di solito vedono solo nero all’orizzonte, contribuendo al diffondersi della paura e dell’allarmismo nell’opinione pubblica. Non c’è da stupirsi, dunque, che godano di credito e risonanza presso i media…

«Grande Fratello» o «Uomini e donne»?

Domenica 3 Gennaio 2010

Con tutte quelle lacrime, e quelle lettere a Babbo Natale, e quelle madri che ricordano ai figli il loro figlio, e quelle continue uscite rimpiazzate da nuove entrate, e quelle. Insomma, Alessia Marcuzzi sembra ormai una Raffaella Carrà rivisitata da Maria De Filippi, e questa edizione del «Grande Fratello» tende molto a «Uomini e donne» (Canale 5, lunedì, ore 21,15). Giusto per Natale è stato servito il piatto più piccante: Giorgio è stato dapprima eliminato per la disperazione di Maicol (palesemente innamorato di lui) e poi ripescato, perché l’ambiguità del loro rapporto è esca formidabile per altre trasmissioni, per altri discorsi. L’impressione è che ci siano troppi colpi di scena provocati dall’«esterno».Mi spiego meglio: forse la compagnia del GF 10 non è stata molto azzeccata. Il cast è tutto, specie per un’edizione così lunga. Non c’è un personaggio che emerga, non c’è una storia che conquisti, non c’è una lite che passi agli annali: allora si fa ricorso alla panchina lunga, come quando una squadra di calcio non riesce a esprimere un gioco. Gente che va, gente chi viene e la Casa assomiglia molto a un albergo. È uscita una certa Dominique e confesso che non mi ero nemmeno accorto fosse entrata. Ma la domanda che molti si fanno è questa: la continua esibizione di sentimenti («Ho scoperto cos’è l’amore», ha detto un recluso) è autentica o fa parte di una recita per accaparrarsi il premio finale? Quando la madre di George, in un videomessaggio, dice al figlio «Fuori c’è tuo figlio e la tua compagna. Mi sento preoccupata e anche un po’ arrabbiata. Fai venir fuori quello che sei realmente, George», dice la verità o è complice anche lei? E cosa vuol dire «quello che realmente sei»? La tv ci ha insegnato questo: che la verità si nutre anche di finzione. A patto che sia buona finzione.
di ALDO GRASSO, Corriere della Sera 31 dicembre 2009 

Il fatto che, davanti a milioni di spettatori, si possano simulare sentimenti strappa lacrime solo per potersi accaparrare un premio in denaro, la dice lunga sullo spessore del genere reality.

Ma c’è un dato che fa ben sperare: pare che gli ascolti siano in calo. Chissà che non possa essere un 2010 senza Grande Fratello…