Archivio di Settembre 2009

Cancellata la Tribù per colpa del…ritardo!

Domenica 27 Settembre 2009

Saltato definitivamente, dopo vari rinvii, il nuovo reality di Canale 5 La Tribù - Missione India. Ne ha dato notizia ufficiale Mediaset, con questa interessante spiegazione: «Essendo stato superato ogni limite ragionevole di ritardo, Mediaset ha comunicato ufficialmente al produttore indipendente Triangle Production, incaricato della realizzazione di La Tribù-Missione India, di essere costretta a rinunciare al programma e quindi a cancellarlo dal palinsesto di Canale 5». (continua)

Capito ragazzi? Se pensavate che i produttori di Mediaset fossero rinsaviti ed avessero deciso di annullare il programma perché indecente e simbolo di un trash ormai insopportabile, assieme alla sua conduttrice Paola Perego, vi sbagliavate di grosso!
L’unico limite superato, secondo loro, non è la decenza…ma il tempo! Che ve ne pare?

Sanaa, non chiamatela religione: nessun credo nelle parole di un padre miserabile

Lunedì 21 Settembre 2009

Non chiamatela religione, non sfogliate nessun testo sacro per raccontare l’infamia di El Ketawi Dafani, un uomo che trascina sua figlia diciottenne per i capelli, la accoltella alla gola con la furia di un demonio, poi prende una bottiglia e, mentre lei sta morendo, gliela spacca sulla testa. Lasciamo Dio nella pace del cielo per accogliere Sanaa, pulita come una rosa che in terra non ha avuto tempo di fiorire, Sanaa che amava un italiano e chiedeva solo la libertà di farlo.
Basta. È finito il tempo della facile sociologia, dei dibattiti che fingono un confronto e un dialogo tra fedi diverse. Non può esserci nessun “credo” dietro le parole di questo padre miserabile che della sua creatura dice «era la mia vergogna», e del suo omicidio «era una settimana che ci provavo». La religione, anche la più severa, è comunque un firmamento di valori, è la cornice interiore di una civiltà, della convivenza felice degli uomini.
Nella mente di certi uomini la religione è solo un alibi. È il lasciapassare del dominio feroce e arbitrario contro chi è più debole. È il salvacondotto per edificare un lager personale, così come la patria e l’ideologia lo erano per i nazisti. Un lager di famiglia in cui sono rinchiusi bambini e donne. La schiavitù, lo insegna la storia, non ha bisogno di leggi o religioni. In certe culture coincide con il normale andare delle cose, Casablanca o Pordenone poco cambia; e tutto ciò che lo contrasta va aggredito con la rabbia di un coltello che penetra nella carne. La madre di Sanaa che perdona il marito non fa che chiudere il cerchio: «Ha commesso un gesto orrendo, ma è il padre di altre mie due figlie. Forse ha sbagliato Sanaa». Portiamole nei libri di scuola, queste parole, facciamole studiare ai nostri ragazzi perché sappiano che il Mostro è tra noi, gira a piede libero, parla e insegna, ha i suoi libri, le sue chiese e i suoi capi. Già, perché a riferire le parole della povera madre è l’imam di Pordenone, appoggiato dal clan familiare dell’assassino. È giusto così, del resto, non è bene che le donne parlino in pubblico… Fatna ha pianto disperata per Sanaa, poi però ha passato due giorni con i “fratelli” e con il loro leader spirituale. E dopo, guarda caso, ha “perdonato”.
(leggi tutto l’articolo e i commenti dei lettori de Il Messaggero)
di SERGIO TALAMO (Il Messaggero 20 settembre 2009)

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Le vittime del Circeo non parlano ma il loro grido si sente ancora

Giovedì 10 Settembre 2009

Ancora una volta ci siamo accapigliati su loro tre, Guido-Ghira-Izzo, e non commossi per loro due, Donatella Colasanti (nella foto) e Rosaria Lopez. Per 34 anni, nel delitto del Circeo hanno sempre fatto più notizia i carnefici che le vittime. Forse perché in quel 1975 gonfio di furori politici, la violenza dei ragazzi-bene contro le ragazze di borgata sembrava scritta apposta per confermare uno slogan. Ricchi contro poveri, uomini contro donne. Forse per questo, in oltre tre decenni i cinque protagonisti sono sempre rimasti attori di un brutto film ideologico. Se fossero tornati persone, non staremmo qui a discutere se Guido è stempiato, imbruttito, dimagrito. Non staremmo a sentire i suoi vicini che dicono «è tanto una brava persona». Non saremmo così comprensivi con la sua famiglia «che gli è sempre stata vicina». Se quei cinque fossero tornati persone, non avremo tutta questa voglia di archiviare. Magari, rivedremmo il Circeo con gli occhi di Rosaria che morì quella notte. Con gli occhi di Donatella che morì lungo i 30 anni che vennero dopo.
Non vide il 2006, Donatella Colasanti. Nel settembre del 1975 aveva 17 anni, e di colpo la sua fresca gioventù fu gelata da un massacro spuntato in una notte qualunque. Si salvò per caso, mentre la sua amica Rosaria Lopez veniva seviziata e poi affogata in una vasca da bagno: «Questa non muore mai», disse spazientito Guido. E lei capì che doveva chiudere gli occhi, tremare e sperare. Si finse morta per un giorno intero, poi qualcuno udì i suoi flebili lamenti dal bagagliaio di una 127 rossa. I giornali tuonarono, l’Italia fu percorsa da mille cortei… Poi, però, il tempo passa.

Donatella è morta il 30 dicembre 2005 in un letto d’ospedale. Ma c’è una sua frase, detta qualche mese prima, che ha segnato la sua vera fine, cioè la resa all’ingiustizia di tanti anni prima: «Ora basta. Che nessuno parli più del massacro del Circeo. L’unica titolata sono io, che in tutti questi anni ho lavorato da sola, mente tutti facevano finta di niente, dai magistrati ai ministri, ai giornalisti che pur di fare uno scoop intervistavano Izzo». (leggi tutto l’articolo e i commenti dei lettori del Messaggero)

 

di SERGIO TALAMO, Il Messaggero 6 settembre 2009

 

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“Basta con il gossip!”: un appello inascoltato

Mercoledì 2 Settembre 2009

Due anni fa l’editorialista di Repubblica Michele Serra, in un’intervista rilasciata all’Unità durante il governo Prodi, parlò con preoccupazione dell’interferenza della stampa nella vita politica e del dilagare del gossip (leggi l’intervista ).

La sua suonava quasi come una “profezia” ed oggi, a due anni di distanza, sembra che il fenomeno sia peggiorato. Qual’è la vostra impressione?