La severità contro quegli uomini mostri non è né di destra né di sinistra
Lunedì 23 Febbraio 2009
“Sono come le persone, possono provare gelosia e odio”, dice l’etologo Giorgio Celli parlando del mastino napoletano che a Genzano ha ucciso un bimbo di 1 anno. Animali come uomini, con gli stessi sentimenti che a volte diventano incontrollabili. Animali che sentono il pianto della ‘preda’ e si eccitano ancora di più. Animali che non possono stare al fianco di esseri indifesi.Animali come uomini. E uomini come animali. Quelli che aggrediscono al buio, colpiscono e stuprano, poi vanno al bar e ordinano una birra. Anche loro percorsi da pulsioni che si fanno rabbia, frenesia di ferire, desiderio di possesso e insieme di vendetta. Uomini senza più nulla di umano, mostri che infieriscono su una ragazzina che grida “aiuto” e si sentono maschi solo allora. Anche loro non possono stare al fianco di esseri inermi che nelle strade, nei parchi e nelle auto cercano non la guerra primordiale ma la loro libertà di vivere e di amare.Questi uomini-animali non hanno razza, né colore, né giustificazioni. Sono universali come la viltà, e fanno le vittime (loro e le loro mamme…) solo quando li prendono. Finalmente oggi la parte più attenta della politica, quella che taglia trasversalmente gli schieramenti, ha imboccato una strada corretta: se questo tipo di uomini non può girare a piede libero, è alla politica, alla comunità, allo Stato che tocca impedirglielo. (leggi tutto)
di SERGIO TALAMO (Il Messaggero 17 febbraio 2009)
In questi giorni si è parlato dell’ipotesi di legalizzare le ronde anti-stupro alla luce delle numerose violenze perpetrate ai danni di donne indifese. Ma la parola “ronda” sa tanto di “giustizia fai da te”, di “legge del taglione”, di violenza che va ad aggiungersi ad altra violenza, di rimedio atavico e primordiale che poco si addice ad uno Stato moderno fondato sul diritto.
Anche stavolta abbiamo voluto proporvi l’analisi di Sergio Talamo per discuterne insieme. Dite la vostra…




