Archivio di Maggio 2008

Se anche il Corriere scivola sul gossip

Mercoledì 28 Maggio 2008

Aprendo ieri la testata on line del Corriere della Sera, ci siamo imbattuti in home page in questo titolo: “Il bacio sexy di Angelina”. Attirati da cotanta notizia-bomba, siamo andati subito a cliccarla ed improvvisamente si è aperto il “favoloso mondo” di “Star News”, un notiziario video sulle star firmato Corriere.tv (guarda)!

Così abbiamo potuto gustare con i nostri occhi la scena bollente (che francamente di sexy aveva ben poco!) ed ascoltare rapiti tutto il servizio, che ci spiegava che la “fortunata” destinataria delle attenzioni della bella attrice è stata Nina, moglie di Clint Eastwood, durante la presentazione dell’ultimo film di lui e che, in effetti, la bella Angelina non ha mai fatto mistero della sua attrazione per il gentil sesso; e concludeva dispensandoci il proverbio “Le vecchie abitudini sono dure a morire” (alludendo al suo attuale matrimonio con il fascinoso esponente del sesso forte Brad Pitt, con cui in teoria avrebbe dovuto dire addio alle tendenze lesbo)!

Anche le altre notizie, del resto, non erano meno “succulente”: si andava dalla cellulite di Sharon Stone, al fallito salto della staccionata di Alec Baldwin, dal conferimento della laurea honoris causa a Paul McCartney, alla riapparizione in pubblico di Michael Jackson durante una festa vip! Alla fine, forse frastornati da tante vitali informazioni, ci sembrava di navigare sul sito di Novella 2000 più che sul quello del Corriere della Sera!

Ora, che a tempestarci di gossip di bassa lega sui personaggi famosi siano siti specializzati e non troppo autorevoli, ci può anche stare. Ma che il giornale più importante del nostro Paese si prenda la briga di mettere on line addirittura un notiziario quotidiano sulle star (che campeggia in home page!), ci sembra davvero un colpo basso nei confronti dei lettori affezionati, che probabilmente hanno sempre visto nel nome di quella testata una garanzia di serietà ed autorevolezza.


Cosa ne pensate? Non vi sembra che ormai ci sia un’omologazione preoccupante del panorama informativo? 

Annamaria riabbraccia i suoi bimbi

Lunedì 26 Maggio 2008

Paola Savio esce dal carcere della Dozza, dove ha incontrato per la prima volta Annamaria Franzoni dopo l’arresto. Non ha il tempo di guardarsi intorno. E’ assalto di microfoni e telecamere. Non c’è nemmeno modo di riordinare i pensieri dopo un colloquio che ha avuto «momenti molto coinvolgenti». Sovente si sono ritrovate a parlarsi in ruoli che non erano più quelli di avvocato e imputata. Donne e madri. Del legale d’ufficio, poi diventato di fiducia al posto di Taormina, Annamaria Franzoni un giorno disse: «Mi capisce». (leggi tutto)
 

CONCETTA ci ha segnalato come trash questo articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 24/05/08 commentandolo così:”Salve redazione, non pensate che i giornali stiano esagerando con la condanna definitiva di Anna Maria Franzoni? Soffre in carcere lontana dai suoi due bambini, è depressa e distrutta. Questo è chiaro e comprensibile. Ma credo che si stia esagerando nello spettacolarizzare una vicenda di cronaca che finalmente ha avuto la sua conclusione, attraverso l’ennesima enfatizzazione del personaggio Anna Maria Franzoni. Sul Corriere della Sera del 24 maggio ancora un intero articolo per una notizia che non fa notizia, ma si esaurisce già nel titolo”.

Cosa vi sentite di rispondere alla nostra amica? Come giudicate quest’articolo ed in generale l’atteggiamento dei media nei confronti della Franzoni?

Non tutti gli stupri sono uguali per media?

Giovedì 22 Maggio 2008

“Non tutti gli stupri sono uguali. La notizia della donna rumena violentata a Roma da un italiano ha ottenuto nell’informazione un risalto quasi ovunque assai minore rispetto allo spazio che aveva avuto un analogo atto di violenza qualche giorno fa, sempre a Roma, ma con un rumeno nel ruolo di stupratore”. Lo sottolinea il presidente della Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana) Roberto Natale. “La fine della campagna elettorale e la differente attenzione della politica sono un problema che riguarda i partiti e la frequente strumentalità dei loro interventi. Ma l’informazione - continua Natale - dovrebbe avere un metro di misura delle notizie più omogeneo, più autonomo, e non subalterno alle logiche della lotta politica. E’ bene ricordarlo, nel momento in cui le questioni della sicurezza hanno assunto una rilevanza centrale nel dibattito pubblico. E’ importante che chi fa informazione senta per intero la responsabilità di scelte professionali che, con il silenzio o con l’enfatizzazione, possono avere un impatto assai pesante sulla convivenza fra italiani e stranieri. Una notizia è una notizia sempre”.(ANSA – Roma 16 maggio 2008). 

Avete anche voi la percezione che spesso le notizie non siano misurate in modo obiettivo ed omogeneo, ma pesate secondo parametri di strumentalizzazione politica?

 

Credete anche voi che questo atteggiamento dei media rischi di alimentare la discriminazione razziale?

Se gli eccessi del gossip finiscono in tribunale

Mercoledì 14 Maggio 2008

Se abitassimo in Spagna, non potremmo non sapere chi è e come vive Telma Ortis (in foto), perché la signora ha la “sfortuna” di avere come sorella niente di meno che Letizia, moglie dell’erede al trono di Spagna, il che legittima da tempo la stampa rosa ad interessarsi eccessivamente alla sua vita privata, nonostante conduca un’esistenza lontana dai riflettori e non abbia assolutamente velleità da Paris Hilton. Stanca delle continue violazioni della propria privacy da parte dei media, Telma ha deciso di trascinare tutti in tribunale - ben 57 tra giornali e tv – ma, si noti bene, non allo scopo di ottenere un risarcimento, bensì solo una diffida dal diffondere le sue immagini o quelle del fidanzato e di dimostrare attraverso il suo legale l’assoluta irrilevanza dell’informazione prodotta sulla sua persona. Siamo alle soglie di un processo storico, perché finora mai un giudice era stato chiamato a pronunciarsi su una richiesta di misure per impedire la pubblicazione di foto e notizie relative ad un personaggio, pubblico suo malgrado (leggi l’articolo del Corriere della Sera del 13 maggio).

 

 

Non credete che siamo arrivati davvero alla deriva dei media se è costretta ad intervenire la magistratura, laddove non esiste più il limite della deontologia professionale e del buon senso dei giornalisti?

 

Possibile che ci si debba ritrovare in un’aula di tribunale per chiarire che spesso si diffondono informazioni del tutto irrilevanti e si viola il diritto alla privacy della persone senza alcuna giustificazione plausibile? 

Il dramma di Elisabeth, l’oblio dei media

Martedì 6 Maggio 2008

 

Solo pochi giorni fa, in una tranquilla cittadina dell’Austria, veniva scoperto un crimine immane fatto di stupri, violenze, incesti, prigionia, perpetrato da un uomo insospettabile per ben 24 anni ai danni della figlia e dei nipoti-figli.    Dopo lo scalpore dei primi giorni, l’incredulità e lo sdegno del mondo intero, il dramma di Elizabeth sembra già essere stato dimenticato dai media, relegato nelle notizie brevi dei quotidiani, destinato all’oblio dell’opinione pubblica.  Intanto, si apprende che i paparazzi sono pressoché impazziti per prendere foto e immagini della “famiglia della cantina”… Ciò dà l’idea di quale sia il taglio che rischia di prendere l’informazione su Elisabeth e quei poveri ragazzi: gossip fra i tanti. 

Ma questa è una di quelle storie davvero atroci che non andrebbero scordate mai, al pari quasi dell’Olocausto perché, come ha scritto Sergio Talamo su Il Messaggero del 30 aprile “ (…) La grandiosità del crimine di Amstetten non è solo nel racchiudere in sé tutti gli altri crimini umani. E’ nell’ordinarietà quasi banale in cui si è svolto. Sullo sfondo non ci sono lager o gulag, guerre o grandi ideologie e neppure la follia messianica di far del male all’altro in nome di dio o del diavolo: c’è soltanto lo scrupolo del brav’uomo che si sistema le cose con precisione quasi pedante (…). (leggi tutto)

 E’ vero che la cronaca nera non va spettacolarizzata, che va raccontata nel rispetto delle vittime e della sensibilità del lettore, ma ci sono casi come questo in cui raccontare ogni piccolo dettaglio e particolare sarebbe indispensabile per aiutare le persone a sapere, capire, imparare, ricordare in maniera indelebile una donna che per troppi anni è stata trasparente agli occhi del mondo. 

Voi cosa ne pensate? Non credete che il pubblico avrebbe il diritto di non dimenticare questa vicenda disumana?