Una storia da ricordare per augurarci Buon Natale
Giovedì 20 Dicembre 2007
Il Natale si avvicina, amici del nostro blog e, per fare gli auguri a tutti voi, abbiamo pensato di “regalarvi” quello che, secondo noi, rappresenta un articolo scritto bene, uno di quei racconti che merita di essere salvato dal “trash”, profondo ma non pedante, commovente ma non retorico, che parla di persone e non di personaggi. Perché è vero che il giornalismo gronda di notizie-spazzatura, ma ci sono anche tante “penne” virtuose, più o meno autorevoli, in grado di raccontarci belle storie con semplicità e di emozionarci in maniera autentica e non artefatta. E’ questo appunto il caso dell’editoriale apparso oggi sul settimanale “Tempi” dal titolo “La speranza non è qualcosa che facciamo. E’ qualcosa che ci viene incontro”. A dispetto del titolo, che potrebbe lasciar intravedere facili moralismi, molto di moda in tempi natalizi, si limita a narrarci quattro piccole storie di uomini qualunque, i quali, ognuno in maniera diversa, hanno “incontrato” la speranza sulla strada della loro vita. Comincia così:
Una professoressa di liceo parla con alcuni amici di un suo studente a cui non avrebbe dato un centesimo e che invece ha scritto un tema sulla poesia in cui, nel groviglio di una prosa sgrammaticata e barbarica, degna dell’attuale scuola italiana, si intravede la profondità di un’anima. E così, dice la prof, “mentre leggevo ero trascinata dentro una simpatia così grande che avrei dato la vita per questo ragazzo”. Leggi tutto l’articolo
Anche voi, come noi, credete che ci siano ancora, nonostante il blob contemporaneo, tante storie che vale la pena di custodire nella memoria? Anche a voi resta qualcosa di autentico dopo aver letto queste righe? Buon Natale a tutti!






