Volete diventare famosi? Avete il sogno di andare in tv, fare milioni con gli spot, sfilare sulle passerelle della moda, essere attorniati dai giornalisti qualsiasi cosa diciate? Bene, è ora di finirla con la faticosa gavetta di un tempo. Oggi esistono vie molto più dirette per il successo. Per comodità, le ho raggruppate in sei modelli. (Sergio Talamo)
Modello Luciano Moggi. Ci addentriamo subito nel mito. Per fare carriera al top dei top è consigliato essere ex ferrovieri ultrasessantenni che parlano uno strano “slang” italiota farcito di espressioni romanesche tipo “non me devi rompe li (beep)”, “la patente te faccio levà” e “guarda che te faccio caccià”. Dopo aver dominato in lungo e in largo il mondo del calcio ed essere stato intercettato per mesi, vivrete un’estate di grande protagonismo in cui vi verrà intitolata una città: Moggiopoli. Tutto il paese si inchinerà a voi, vedendo come si faceva – con quella faccia da bigliettaio in pensione – a tenere sotto scacco arbitri, giocatori, giornalisti e dirigenti. A questo punto staccherete il cellulare facendo trapelare tre cose: sono un uomo distrutto; voglio uscire dal calcio perché è un mondo di ingrati; lasciate stare mio figlio che non c’entra nulla. Con i primi freschi di settembre tornerete alla grande come opinionista tv. E’ il momento giusto per rivelare: a giugno ho anche pensato al suicidio.
Modello Azouz Marzouk. Per diventare dei veri divi, è suggerito essere giovani nordafricani con due requisiti fondamentali: avere dei precedenti penali e indossare costantemente degli occhiali neri. La faccia da simpatica canaglia farà il resto. A questo punto, se accade qualche novità eclatante tipo che due squilibrati vi sterminano la famiglia sul pianerottolo di casa, il gioco è fatto. La vostra faccia assumerà i tratti tenebrosi della vendetta mista ad un’imperscrutabile angoscia. Contemporaneamente, avrete cura di scrivere diversi comunicati stampa per chiedere le formali scuse dei politici che vi avevano ingiustamente accusato. Subito dopo, invitati da Mentana, assumerete un contegno costernato ed offeso, dichiarando solennemente “torno nella mia Tunisia, non vivrò mai in Italia”. Nel frattempo, mentre su di voi il motore di ricerca di Yahoo darà almeno 27.600 voci, chiederete un milione di euro di danni ai media perché vi hanno diffamato e venderete per 15mila euro l’esclusiva fotografica dei funerali di moglie e figlio. Il risultato è garantito. In un battibaleno gli stilisti faranno a gara per avervi come modello, e su internet comparirà la scritta “stiamo costruendo il sito di Azouz”. E’ a questo punto che annuncerete alla stampa la sofferta decisione: vabbè, sia pure con dolore ma resto in Italia.
Modello Elisabetta Gregoraci. Per seguire la prestigiosa scuola-Gregoraci, dovete essere giovani, more e molto procaci, nonché indossare vestiti di due taglie inferiori alla vostra. In breve, se non vi farete fermare da antiquati pudori, riuscirete a fidanzarvi come minimo con Flavio Briatore, dando vita ad un amore sincerissimo nonostante gli appena 40 anni di differenza. A questo punto sarete sistemate mica male, ma per il successo vero ci vuole altro. Direte voi: per caso andare a letto con il portavoce del vicepremier nelle stanze del ministero? Nooooo. Questo è ancora nulla. Bisogna che un magistrato vivacizzi l’estate mettendovi sotto inchiesta insieme ad un erede al trono d’Italia. Non è difficile, in fondo: noi italiani non ci facciamo mancare né i monarchi frequentatori di bische né i pm che si credono il tenente Colombo. Due giorni di scoop giudiziari, e su tutti i giornali finiranno i dettagli più intimi delle vostre bravate ministeriali. Sugli stessi tg e giornali, inoltre, abbonderanno le foto in cui non siete molto vestite, e in tutto il paese esploderà un’indignazione non disgiunta da uno spontaneo moto di solidarietà con il portavoce del vicepremier. Ragazze, è fatta! Per prima cosa, intascherete bei soldini con gli spot della Tim insieme a Pippo Baudo. Poi sbarcherete a Buona Domenica come primadonna, mentre le colleghe vi accoglieranno con un largo sorriso, mormorando “e io, scema, che credevo bastasse fidanzarsi con Bobo Vieri”.
Modello Oreste Scalzone. Avere all’attivo un’intensa predicazione sulla lotta armata non sempre è sufficiente per interessare stampa e tv. Molto meglio un trascorso di 25 anni da latitante a Parigi: ha un sapore bohémienne e mantiene intatta la freschezza mentale. Così, appena tornati in Italia, pronuncerete frasi del tipo: “Questa apparente critica radicale è l’ossessivo iper-criticismo reciproco, che finisce per essere schermo, diversivo, acido corrosivo, elemento dissolutore della critica teorico-pratica”. Nulla di meglio per ridarvi l’aura del grande vecchio da interrogare un po’ su tutto: cosa pensa delle nuove Br, se è vero che andrà al sit in di Vicenza, che rapporti ha con Toni Negri, cosa pensa dell’isola dei famosi. Voi non negatevi mai: evvai, si ricomincia come nel 1977! E quante cose sono cambiate: oggi come ieri il capitalismo mercifica, ma questo i-pod, diciamolo, è una cannonata.
Modello Fabrizio Corona. Fabrizio vuol buttarsi in politica, e fa bene: potrebbe insegnare agli italiani come si fanno fruttare i guai. L’inchiesta di Potenza, con annessi 80 giorni di galera, è stata subito messa all’incasso: “Questa storia - ha calcolato il re dei paparazzi - mi frutterà un milione e mezzo di euro l’anno”. Ci avessero pensato quei povericristi di Mani Pulite, che andavano dentro e zitti, carriere distrutte invece del fiume di quattrini che Big Fabrizio ha incamerato con lo sfruttamento del marchio Corona’s, il libro “La mia prigione”, una linea di abbigliamento uomo-donna-bambino, un film in cantiere e anche un bel disco rap, “Ostaggio dello Stato”, con allegato un video che già impazza su YouTube. Cliccate pure, o popolo, e vedrete Fabrizio a torso nudo, capelli sciolti senza codino, circondato da belle fanciulle e avvolto da enormi catene, mentre grida “Corona non perdona!”. Fabrizio proclama: “Sono il prodotto di questa Italia. La gente mi chiama, mi ama e mi adora”. E’ il popolo degli sfigati che non hanno mai avuto neppure un avviso di garanzia.
Per finire, segnaliamo un irresistibile modellino per l’inverno chiamato modello Veronica Lario. Per indossarlo bisogna essere attrici mancate e mogli miliardarie annoiate cui, di tanto in tanto, piace rifarsi un’immagine, che non si sa mai di questi tempi e magari può tornare utile per una candidatura. Allo scopo, fa gioco avere alle spalle 27 anni di riservatezza, in modo da rendere più clamorosa l’esternazione. Ragazze, signore di tutte le età, io vi chiedo: per censurare “le cadute di stile” del proprio consorte e per preservare “la dignità della famiglia”, cosa c’è di più stilistico e dignitoso che sputtanare sui giornali i battibecchi con tuo marito? Una volta compiuto il passo, non resta che assumere la parte della madonna ferita, costretta a “rompere il suo proverbiale riserbo” da quel giovane settantenne che per 27 anni aveva fatto finta di essere un timido che non fa mai complimenti alle donne. State sicuri che come minimo il leader della sinistra vi loderà per la vostra “indipendenza di pensiero” e vi vorrà arruolare nel suo nuovo partito.
NOTA BENE. Se qualcuno di voi fosse ancora convinto che per andare in tv occorre avere qualcosa da dire, si facesse subito vedere da uno psichiatra tipo Crepet, quel tipo che va da Vespa da una vita ma tutti si ricordano di lui solo per i baffi. 