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	<title>IL BLOG DELL'ANTITRASH</title>
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	<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 18:46:15 +0000</pubDate>
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		<title>Vacanza, si salvi chi può!</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 18:46:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carmen</dc:creator>
		
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Ferragosto ci ha lasciati da poco, quindi è tempo di bilanci. “Sei italiani su dieci restano a casa”, recitavano allarmatissime le cronache di luglio. Possiamo dire con certezza che quei sei hanno fatto bene. Evitando di partire, non soltanto hanno potuto compiere atti in genere proibiti come parcheggiare in centro o guardare un dvd a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRSfhdpdu8XPBLRZL25xS-Aif9OlSEtykMeHSrrzb-GXNLaAbg&amp;t=1&amp;usg=__64U7knGo2qZMYHHfn2jlmsOi_6I=" style="width: 223px; height: 226px" height="226" width="223" /></p>
<p><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">Ferragosto ci ha lasciati da poco, quindi è tempo di bilanci. “Sei italiani su dieci restano a casa”, recitavano allarmatissime le cronache di luglio. Possiamo dire con certezza che quei sei hanno fatto bene. Evitando di partire, non soltanto hanno potuto compiere atti in genere proibiti come parcheggiare in centro o guardare un dvd a metà mattinata. Soprattutto si sono risparmiati fatiche bibliche, sacrifici immani consacrati al Dio del Divertimento. Già, perché divertirsi non è uno scherzo. Uno pensa ai soldi, ma mica bastano quelli. Ci vogliono serietà, organizzazione, nervi saldi, buona salute e resistenza alle temperature elevate. Sarà per questo che un mio amico mi ha confessato che in queste vacanze il suo progetto era “annoiarsi, perché la noia è meravigliosa”.<br />
</font></font></font><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">I quattro italiani su dieci che invece hanno voluto schivare l’emozione di rivedere Diego Abatantuono che dice “ciervo di muntagna” in una replica Rai, si sono trovati in situazioni tipo queste.<br />
</font></font></font><font size="2"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif">1) </font></font><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><em>L’annuncio. </em></font></font><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif">Chi non va in vacanza, lo comunica in poche scarne parole. Chi ci va, invece, sente il bisogno di accludere un’analisi sociologica minimizzatrice con venature introspettive e chiusura goliardica: “Ma no, giusto un viaggetto per staccare la spina, perché vedi, quest’anno non so perché ma mi sento davvero stressato. Che vuoi, fosse per me basterebbe un libro e qualche passeggiata, è mia moglie che ci tiene… ho trovato un last minute, pago una fesseria. Dove vado? Il solito giretto sulla Costa Smeralda… Magari incontro Berlusconi e il suo compare barese, chissà se gli avanza una ragazza ah ah ah”. (<a href="http://www.antitrash.it/wp-content/uploads/vacanza-si-salvi-chi-puo.doc" title="leggi tutto"><font size="3">leggi tutto</font></a>)</font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="left"><font size="2"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif">di </font></font><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><strong>SERGIO TALAMO</strong></font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="left"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><strong>Un pezzo leggero, per salutare con un sorriso le vacanze appena passate&#8230;<img src="http://www.antitrash.it/wp-content/themes/default/images/test.jpg" /></strong></font></font></font></p>
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		<title>Politicotainment: e la politica diventa un palinsesto</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Aug 2010 16:56:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carmen</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[EDITORIALI]]></category>

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Meno tre, due, uno. Sigla! È così che inizia, ogni giorno, lo sfavillante palinsesto della politica italiana. Inganni, amori che nascono e si consumano inesorabili, personaggi misconosciuti che per qualche manciata di giorni interpretano il ruolo di protagonista, trame, gossip e scoop. Altro che semplice commistione tra informazione e intrattenimento, c’è di più! L’infotainment è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><img src="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQ7Z3IghhMCApNkIJB1KPYahtkMymF6ikevr4mGcqHzUFi3zW4&amp;t=1&amp;usg=__lo61M0isz1CbuyIJ-swKP4LWhAw=" style="width: 200px; height: 209px" height="244" width="207" /></p>
<p></font></font><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">Meno tre, due, uno. Sigla! È così che inizia, ogni giorno, lo sfavillante palinsesto della politica italiana. Inganni, amori che nascono e si consumano inesorabili, personaggi misconosciuti che per qualche manciata di giorni interpretano il ruolo di protagonista, trame, gossip e scoop. Altro che semplice commistione tra informazione e intrattenimento, c’è di più! L’infotainment è quel miscuglio tra spettacolo, intrattenimento e informazione che, grazie ad un fortunato neologismo anglosassone, è stato il termine per descrivere la mescolanza tra generi narrativi: non solo notizie, non solo balletti, non solo varietà. Tutto insieme, per andare incontro all’instabile attenzione di un pubblico sempre attratto dal nuovo, dall’inedito, dall’inatteso.  L’infotainment è stato, in un certo senso, l’icona degli anni liberi, sessualmente allegri e soddisfatti, ricchi, colorati, gli anni Ottanta. Così, dalla monotonia grigia di una pedagogia stanca e noiosa, da un lato, e da una liturgia politica via via sempre più stanca, dall’altro, è nato un (non più) nuovo modo di raccontare i fatti, di dipanare giorno dopo giorno le trame della nostra storia collettiva.<br />
Però, poi, ad un certo punto, è successo qualcosa. Non più politica e ballerine, ma politica è ballerine, non più notizie e gossip, ma notizia è gossip. Siamo entrati a passo di danza, giusto per tenere il ritmo dei giorni nostri, nell’era del politicotainment: la politica non solo è raccontata in un miscuglio di generi diversi, ma si auto racconta così. Amori, storielle personali, rancori, tutta la gamma delle umane passioni in uno sfavillante e comico Palinsesto Italia. Niente di drammatico, figuriamoci, è persino divertente, ed è così intricata la trama da far venire le gote rosse di umiltà agli autori di </font></font><em><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">Lost</font></font></em><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">. Basta seguire qualche sporadica puntata per capirlo. Ecco qua, ad esempio. Già la foto è indicativa, il personaggio adatto al ruolo dell’amante: quel primo piano biondo platino e sguardo leggermente trasversale, icona della donna un po’ Marilyn un po’ furba, e quella frase soprattutto, “la cultura mi annoia”, rendono la neo fiamma del Trota reginetta del palinsesto. (</font></font><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><a href="http://www.antitrash.it/wp-content/uploads/articolo-colonna-020810.doc" title="leggi tutto"><strong>leggi tutto</strong></a></font></font><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">)</font></font></p>
<p><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">di </font></font><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><strong>FEDERICA COLONNA</strong></font></font><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">, </font></font><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><em>2 agosto 2010</em></font></font></p>
<p style="font-style: normal"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><strong>Inutile dire che siamo d&#8217;accordissimo con Federica. E voi?<img src="http://www.antitrash.it/wp-content/themes/default/images/test.jpg" /></strong></font></font></p>
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		<title>La misura colma del reality</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 13:21:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carmen</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[TRASH]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
 In un&#8217;intervista rilasciata a Chi nelle scorse settimane, il vincitore dell&#8217;ultima edizione del Grande Fratello Mauro Marin ha rivelato un segreto sconcertante (ovviamente anche oggetto di un prossimo libro in uscita): prima di partecipare al reality, era internato in una struttura psichiatrica dopo la diagnosi di schizofrenia affettiva con disturbo bipolare. Condizione che l&#8217;ha portato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcR_tXFRj7RyyTYdrV3nwVR_Vxw47FRxlA7B7-LcYA7qJqObQtI&amp;t=1&amp;usg=__oAWRAxGvIUW8Ihm9Jq4Pj4hs6T4=" style="width: 204px; height: 247px" height="247" width="204" /></p>
<p> <font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">In un&#8217;intervista rilasciata a Chi nelle scorse settimane, il vincitore dell&#8217;ultima edizione del Grande Fratello Mauro Marin ha rivelato un segreto sconcertante (ovviamente anche oggetto di un prossimo libro in uscita): prima di partecipare al reality,<span style="font-weight: normal"> era internato in una struttura psichiatrica dopo la diagnosi di schizofrenia affettiva con disturbo bipolare</span>. Condizione che l&#8217;ha portato a sperimentare, secondo le sue stesse parole, anche la camicia di forza. </font></font></p>
<p><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">Puntuali sono arrivate le polemiche e gli attacchi alla produzione. Ma la Endemol e lo psicologo del GF Carlo Alberto Cavallo, che erano a conoscenza della condizione medica del concorrente ben prima dell&#8217;inizio del reality, hanno messo subito le mani avanti, sostenendo che Mauro, in base ai test<strong> </strong><span style="font-weight: normal">psicologici, </span>era risultato del tutto idoneo ad entrare nella casa.</font></font></p>
<p style="font-style: normal"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><strong>A noi sembra un episodio gravissimo, voi cosa pensate?<img src="http://www.antitrash.it/wp-content/themes/default/images/test.jpg" /></strong></font></font></p>
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		<title>Quelle storie truci narrate con voluttà</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 12:56:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carmen</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ANTITRASH]]></category>

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 Nella storia di Raitre, a partire da «Chi l’ha visto? » condotto da Donatella Raffai, c’è sempre stato un certo gusto, quasi un compiacimento morboso, nel raccontare storie truci, magari spacciate come neorealistiche o qualcosa del genere. Del genere, appunto. Perché programmi come «Storie maledette» di Francesca Leosini o «Amore criminale», un programma di Matilde [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:Z6yLUy05UhaS0M:http://petalidianthemis.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/30261/cronacanera.jpg" style="width: 130px; height: 130px" height="130" width="130" /></p>
<p> <font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">Nella storia di Raitre, a partire da «Chi l’ha visto? » condotto da Donatella Raffai, c’è sempre stato un certo gusto, quasi un compiacimento morboso, nel raccontare storie truci, magari spacciate come neorealistiche o qualcosa del genere. Del genere, appunto. Perché programmi come «Storie maledette» di Francesca Leosini o «Amore criminale», un programma di Matilde D&#8217;Errico, Maurizio Iannelli, Luciano Palmerino, recitato da Camila Raznovich, appartengono a un genere, a una scrittura (a cominciare dall’utilizzo della colonna sonora di Twin Peaks), a una rappresentazione che non disdegna la voluttà (Raitre, mercoledì, ore 21, 10).<br />
Si raccontava la tragica storia di Debora Rossi, una ventenne incinta uccisa a colpi di ferro da stiro (più sette coltellate) dalla sua amica Giulia Fiori e dal suo fidanzato (suo di Giulia) Antonio Ferraro, detto Tony. Il delitto è compiuto a Torino nel settembre del 2006. La ragazza viveva da sola in un piccolo alloggio soltanto da pochi mesi, dopo che il marito, un marocchino sposato nel 2005, era finito in carcere. Per il pm Manuela Pedrotta, che aveva chiesto la condanna per entrambi a 25 anni, il movente è da ricercarsi nel rapporto «saffico» che Giulia Fiori aveva con l’amica, una relazione che avrebbe creato tensioni tali da indurre Giulia a uccidere Debora con l’ausilio del partner Tony.<br />
Nella ricostruzione drammaturgica e passionale di Raitre, il rapporto saffico è solo adombrato; interessano di più gli aspetti sociali (una storia di abbandoni e di miserie), l’infanzia difficile (entrata in una comunità, Debora è stata violentata dalle compagne); si dà molto spazio agli interventi della madre (che però ha continuato a cambiare compagni di vita), e a quelli, toccanti, dei nonni della povera ragazza e degli avvocati. Un po’ di sociologia a buon mercato e tanta insistenza sulla «pericolosa alchimia», giusto per trasformare in genere lo stordimento di una efferatezza.</font></font></font></p>
<p><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><span style="font-weight: normal">di </span></font></font></font><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><strong>ALDO GRASSO</strong></font></font></font><strong><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><span style="font-weight: normal">, </span></font></font></font></strong><strong><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><em><span style="font-weight: normal">Corriere della Sera 23 luglio 2010</span></em></font></font></font></strong></p>
<p><strong><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><strong>Dunque una cronaca nera che non sembra preoccuparsi tanto di raccontare al pubblico la realtà dei fatti per aiutarlo a comprenderla, ma di enfatizzarla e renderla ancora più raccapricciante per scioccarlo.<br />
</strong></span></font></font></font></strong><strong><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2"><span style="font-style: normal"><strong>Siete d&#8217;accordo?<img src="http://www.antitrash.it/wp-content/themes/default/images/test.jpg" /></strong></span></font></font></font></strong></p>
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		<title>Le dieci regole d&#8217;oro del buon intercettato</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 13:48:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carmen</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[EDITORIALI]]></category>

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		<description><![CDATA[
A questo punto il Vademecum ci sta tutto. Se già non ti intercettano, ti intercetteranno: non si scampa. Del resto, se ciò non accadesse sarebbe un segno insopportabile di marginalità sociale. Un po&#8217; come non avere la casa a Capalbio. Accadrà. Forse sta già accadendo. Quindi è bene farsi trovare pronti. 
1) È bene di tanto in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://t1.gstatic.com/images?q=tbn:ByTZr8a7Iqw7nM:http://gaberiele.files.wordpress.com/2009/02/intercettazioni2.jpg" style="width: 129px; height: 97px" height="97" width="129" /></p>
<p><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">A questo punto il Vademecum ci sta tutto. Se già non ti intercettano, ti intercetteranno: non si scampa. Del resto, se ciò non accadesse sarebbe un segno insopportabile di marginalità sociale. Un po&#8217; come non avere la casa a Capalbio. Accadrà. Forse sta già accadendo. Quindi è bene farsi trovare pronti. <br />
1) È bene di tanto in tanto mandare un saluto, tipo «buongiorno, maresciallo» o «omaggi alla signora, gentile finanziere». La cortesia ben dispone l’ascoltatore e un domani può servire come esimente: «Ma scusate, come potete pensare che tramassi contro Caldoro visto che sapevo di essere intercettato?».<br />
2) Non dire mai frasi del tipo «questo telefono è riservatissimo» oppure «prova microfono prova microfono», perché non solo i carabinieri non hanno l’anello al naso ma quando l’intercettazione esce ci fai pure la figura del pirla.<br />
3) È sconsigliabile usare parole criptate tipo «ti ho mandato la mail che sai», «ricordati di quella cosa lì» o, peggio ancora, «guarda, non voglio parlarne al telefono» (che tradotto in napoletano fa più o meno «pe’ telefono non se ponno dice molte cose… è &#8216;nu cazze e guaio»).<br />
</font></font></font><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><font size="2">4) Una nota di stile: evitate le tronche. Se un domani tutti sapranno cosa vi dicevate al telefono, che almeno vi si veda come un gentiluomo che parla forbito. Non uno che dice «che stai affà», «mio figlio lasciatelo stà», «te faccio scopà», o addirittura, ma qui siamo al massimo del trash, al posto di ciao un cineseggiante «cià cià».<br />
5) Non è opportuno usare messaggi ambigui come «fai viaggiare la mozzarella» o «la pasta mi piace al dente». Molto più virile, se mai, dire al magistrato che deve vedere il procuratore «mandalo affanculo che chisto non porta voti». Dà una bella idea di spaghetti-western e fa immagine. (<a href="http://www.antitrash.it/wp-content/uploads/le-dieci-regole-doro-del-buon-intercettato-160710.doc" title="leggi tutto"><font size="3">leggi tutto</font></a>)</p>
<p></font></font></font><font size="2"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif">di </font></font><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><strong>SERGIO TALAMO</strong></font></font><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif">, </font></font><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><em>17 luglio 2010</em></font></font></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><font size="2"><font color="#000000"><font face="Verdana, sans-serif"><strong>Lascia un commento&#8230;<img src="http://www.antitrash.it/wp-content/themes/default/images/test.jpg" /></strong></font></font></font></p>
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