Politicotainment: e la politica diventa un palinsesto
8 Agosto 2010Meno tre, due, uno. Sigla! È così che inizia, ogni giorno, lo sfavillante palinsesto della politica italiana. Inganni, amori che nascono e si consumano inesorabili, personaggi misconosciuti che per qualche manciata di giorni interpretano il ruolo di protagonista, trame, gossip e scoop. Altro che semplice commistione tra informazione e intrattenimento, c’è di più! L’infotainment è quel miscuglio tra spettacolo, intrattenimento e informazione che, grazie ad un fortunato neologismo anglosassone, è stato il termine per descrivere la mescolanza tra generi narrativi: non solo notizie, non solo balletti, non solo varietà. Tutto insieme, per andare incontro all’instabile attenzione di un pubblico sempre attratto dal nuovo, dall’inedito, dall’inatteso. L’infotainment è stato, in un certo senso, l’icona degli anni liberi, sessualmente allegri e soddisfatti, ricchi, colorati, gli anni Ottanta. Così, dalla monotonia grigia di una pedagogia stanca e noiosa, da un lato, e da una liturgia politica via via sempre più stanca, dall’altro, è nato un (non più) nuovo modo di raccontare i fatti, di dipanare giorno dopo giorno le trame della nostra storia collettiva.
Però, poi, ad un certo punto, è successo qualcosa. Non più politica e ballerine, ma politica è ballerine, non più notizie e gossip, ma notizia è gossip. Siamo entrati a passo di danza, giusto per tenere il ritmo dei giorni nostri, nell’era del politicotainment: la politica non solo è raccontata in un miscuglio di generi diversi, ma si auto racconta così. Amori, storielle personali, rancori, tutta la gamma delle umane passioni in uno sfavillante e comico Palinsesto Italia. Niente di drammatico, figuriamoci, è persino divertente, ed è così intricata la trama da far venire le gote rosse di umiltà agli autori di Lost. Basta seguire qualche sporadica puntata per capirlo. Ecco qua, ad esempio. Già la foto è indicativa, il personaggio adatto al ruolo dell’amante: quel primo piano biondo platino e sguardo leggermente trasversale, icona della donna un po’ Marilyn un po’ furba, e quella frase soprattutto, “la cultura mi annoia”, rendono la neo fiamma del Trota reginetta del palinsesto. (leggi tutto)
di FEDERICA COLONNA, 2 agosto 2010
Inutile dire che siamo d’accordissimo con Federica. E voi?






